Soccorritori nel cielo: dottori volanti Understand article

Tradotto da Anna Franchini e Beatrice Marchesini. Anna Weaver, responsabile medico per la London’s Air Ambulance, racconta a Marie Mangan del suo lavoro: salvare vite.

Anne Waver al lavoro
Immagine gentilmente
concessa da Iain Crockart,
www.iaincrockart.com

Anne Weaver vede regolarmente Lucy, 14 anni, a eventi per la raccolta di fondi per la London’s Air Ambulancew1 nel Regno Unito. C’è da ricordare che sette anni fa, Lucy quasi morì per gravi ferite multiple dopo che fu colpita da una jeep mentre stava correndo attraversando la strada per andare al parco. Aveva ferite sulla testa e sulla faccia così serie che il sangue occluse le sue vie respiratorie e le impedì di respirare.

Anne, una dottoressa della London’s Air Ambulance, ricorda: “Giungemmo sulla scena in nove minuti. C’era un dottore che stava disperatamente cercando di liberare le vie respiratorie di Lucy, con l’aiuto del team dell’ambulanza, ma c’era così tanto sangue che era impossibile da controllare. Non stava respirando. Le abbiamo fatto un’anestesia d’emergenza, abbiamo abbassato la pressione nei suoi polmoni collassati e danneggiati tramite buchi chirurgici nella cassa toracica, abbiamo fasciato la sua testa e poi l’abbiamo fatta tornare all’ospedale con l’elicottero.”

Lì, Lucy subì un intervento di quasi 12 ore per ricostruire la sua faccia, seguito da due mesi di terapia intensive. “Questo fu il momento che mi rese totalmente chiaro perché facciamo questo lavoro” dice Anne. “Ora vedo una ragazza che ama essere una teenager ma so che è stata strappata dalla morte dal lavoro veloce del dottore nel parco e poi dai nostri interventi critici sulla scena e in ospedale.”

Anne è responsabile medico della London’s Air Ambulance dal 2007. Il servizio, che ora ha più di vent’anni, aprì la strada al concetto di dottori addestrati ai traumi e paramedici che trattano pazienti feriti gravemente sulla scena e che li portano in un ospedale specializzato in traumi.

Immagine gentilmente
concessa da Iain Crockart,
www.iaincrockart.com

Quando ho iniziato alla London’s Air Ambulance, era un po’ come cercare di passare il tuo esame di guida: c’erano così tante cose da considerare. Mi ricordo di aver pensato che non sarei mai riuscita ad affrontare tutto. Sei l’unico dottore sulla scena e prendere la giusta decisione pesa sulle tue spalle. Ecco perché l’addestramento è così approfondito. I dottori che noi assumiamo sono sempre dottori laureandi e trascorrono il primo mese del loro tirocinio di sei mesi lavorando affianco a uno dei dottori attuali che li allenerà, chiamandoli a rapporto dopo ogni missione, metttendoli alla prova, interrogandoli e supportandoli.

“Come responsabile medico, sono responsabile del funzionamento giornaliero del servizio, assicurandomi che i dottori e i paramedici siano preparati, mantengano le loro capacità e siano supportati. Tengo due volte a settimane una sessione di revisione dei casi con l’intera squadra in cui ci mettiamo alla prova e impariamo gli uni dagli altri.

“Quando sono di guardia, i membri della squadra possono chiamare giorno e notte per assistenza o per discutere la migliore linea d’azione per un paziente. Il servizio ha una buona reputazione internazionale e ho bisogno di assicurarmi che noi non solo manteniamo i nostri alti standard, ma che conduciamo il gioco usando tecnologie e tecniche all’avanguardia. È un ruolo impegnativo e non ci sono mai abbastanza ore in una giornata!”

Un giorno che è ancora chiaramente impresso nella memoria di Anne è il 7 luglio 2005, il giorno in cui dei kamikaze attaccarono quattro postazioni della rete metropolitana e degli autobus di Londra.

“Era così surreale,” dice Anne. “Ero ad un incontro con 16 passati e attuali dottori dell’eliambulanza, cosa che facciamo una volta al mese. Il pilota principale in qualche modo deve essere stato al corrente di qualcosa di grave e disse che avremmo dovuto indossare le nostre tute da volo. In quel momento a noi 16 sembrò ridicolo doverci preparare, dal momento che di norma c’è solo un medico di guardia, ma pochi minuti dopo ci fu annunciato un incidente più grave.”

Immagine gentilmente
concessa da Iain Crockart,
www.iaincrockart.com

Un elicottero e delle auto portarono avanti e indietro le squadre di soccorso dai quattro luoghi degli attentati – Aldgate, King’s Cross, Edgware Road e Tavistock Square. Anne, in qualità di responsabile medico, doveva occuparsi di organizzare l’intervento.

“Ricordo il senso di colpa che provavo mentre me ne stavo nella sala operativa sull’eliporto guardando Londra dall’alto e pensando ai miei amici e colleghi che stavano andando incontro a dei pericoli.

“Continuavo a pensare che se solo fosse esploso un altro ordigno probabilmente avrei ricevuto la notizia della morte di un medico o di un paramedico. Sapevo che se non avessi programmato tutto all’inizio, non avremmo avuto uomini nei punti giusti. È stato un sollievo quando, più tardi, sono andata io stessa a King’s Cross e ho fatto ciò che sentivo di dover fare: essere un medico. Più tardi quel giorno il capo esecutivo radunò quattrocento membri dello staff dell’ospedale e del servizio dell’eliambulanza per fare rapporto. Si respirava una fantastica atmosfera di cameratismo. C’è stata collaborazione da parte di tutti ed eravamo tutti molto coinvolti. Eravamo consapevoli di aver fornito un buon servizio ai pazienti quel giorno.”

Ma com’è nato in Anne l’interesse per la medicina? La scintilla è scattata negli ultimi due anni di scuola, durante i quali ha frequentato un corso al Queen’s Medical Centre, dove si trova il dipartimento di medicina dell’Università di Nottingham.w2

“La scuola di medicina era parte integrale dell’ospedale e si respirava un’atmosfera davvero clinica. A differenza delle altre scuole di medicina, nelle quali si passano i primi due anni a lezione, in quella che ho frequentato è permesso essere a contatto con i pazienti sin dalla prima settimana. Stando in un ambiente sanitario, circondati da medici che costantemente ci ispiravano, ci ricordavamo il motivo per il quale stavamo dando così tanti esami!

London’s Air Ambulance
Immagine gentilmente
concessa da Iain Crockart,
www.iaincrockart.com

“Ricordo il mio primo giorno all’università come fosse ieri. Mii piaceva molto incontrare ragazzi degli altri corsi; sul mio piano al convitto c’erano studenti di storia dell’arte, teologia, filosofia e ingegneria. Diventammo come una famiglia. Quando ripassavo per gli esami di medicina mi preparavano il tè, anche alle tre di mattina.

“Molti dei miei tutori sono stati dei punti di riferimento per me. Vedere uno di loro, il dr Demas Esberger, all’opera dopo poche settimane che avevo iniziato l’università è stato decisivo. Era il 5 novembre 1990 ed ero al pronto soccorso. Hanno portato due ragazzi gravemente feriti a causa di un incidente stradale. Tremavo e ringraziavo il cielo di non essere ancora qualificata, perché non avrei saputo da dove cominciare.

“Il dottor Esberger e la squadra mi mettevano in soggezione, e in quel momento decisi che volevo riuscire a fare ciò che facevano loro. Ufficialmente avevo solo due settimane in pronto soccorso come specializzanda, ma penso di aver trascorso ogni momento disponibile là. Non potevano liberarsi di me! Più avanti nel mio tirocinio mi assicuravo sempre che i collocamenti che sceglievo mi rendessero possibile aiutare quei pazienti.” Uno di quei tirocini era un periodo di lavoro di sei mesi con la London’s Air Ambulance, che segnò l’inizio della futura carriera di Anne.

Oggi Anne si destreggia tra le responsabilità dell’eliambulanza essendo un dottore laureando (esperto) in traumatologia. Trova anche il tempo di essere membro del consiglio di amministrazione dell’istituto di carità dell’eliambulanza. Il servizio è stato in parte fondato dal National Health Service del Regno Unito e dagli sponsor aziendali, ma ha ancora bisogno di raccogliere 1,2 milioni di Sterline all’anno provenienti dalla beneficenza. “Stiamo sentendo l’impatto della recessione. Adesso dobbiamo avere dei piani per ridurre il servizio, quando ciò che veramente vorremmo fare sarebbe migliorarlo. È davvero frustrante.”

Sfide attuali a parte, Anne non dà per scontati i suoi successi. “È un grande privilegio per me dirigere un servizio usufruibile da 11 milioni di persone a Londra.”

Riconoscimenti

La versione originale dell’articolo è stata pubblicata su Alumni Exchangew4, il giornale dei laureati dell’Università di Nottingham, UK.


Web References

  • w1 – Per saperne di più riguardo alla London’s Air Ambulance, vedi: www.londonsairambulance.com
  • w2 – Per maggiori informazioni riguardo la Nottingham University, vedi: www.nottingham.ac.uk
  • w3 – Barts and The London NHS Trust è a capo dei tre principali ospedali di Londra: St Bartholomew’s (Barts) in the City, The Royal London in Whitechapel e il London Chest in Bethnal Green. Per saperne di più, visita: www.bartsandthelondon.nhs.uk
  • w4 – Alumni Exchange, la rivista dei laureati dell’ Università di Nottingham, può essere scaricato gratuitamente. Vedi: www.alumni.nottingham.ac.uk

Author(s)

Marie Mangan è una laureata membra dell’Università di Nottingham e ex capo delle comunicazionialla Barts and The London NHS Trustw3.


Review

Questa è una storia stimolante che descrive una professione che combina dei tratti veramente fantastici: servizio medico, terapie d’emergenza, dedizione nell’aiutare persone bisognose, e ilvolo. Anne Weaver, la specialista intervistata, è entusiasta del suo lavoro e attraverso alcuni dei suoi ricordi, trasmette questo entusiasmo al lettore.

L’articolo è molto interessante e facile da leggere. Potrebbe essere letto in qualsiasi lezione (scientifica o meno) e a qualsiasi livello (persino alla scuola elementare). Questo non è un articolo per l’insegnamento, ma per informare e inspirare – e non solo a scuola. Forse gli amministratori di altre città e stati che non hanno simili programma di elisoccorso dovrebbero leggerlo e pensare di adottare tali misure.

Michalis Hadjimarou, Cipro

License

CC-BY
© Copyright Marie Mangan